Le 48 leggi per il potere

Questo blog contiene le mie impressioni e le mie idee sul libro "le 48 leggi per il potere", di Robert Greene.
A dire il vero io sto leggendo la versione "concisa" e in lingua inglese, ma la lettura risulta comunque interessante.
Partecipa pure tu con i tuoi commenti e le tue idee.

Luigi Poderico

venerdì 28 settembre 2007

Due regole

Regola 1: Se non riesci ad evitare i capi campioni di vanità o di insicurezza, impara a controllare e nascondere le tue qualità migliori.

Regola 2: Se il tuo capo ti vede di buon occhio, non credere di poter fare quello che ti pare. I libri sono pieni di trombati.

mercoledì 26 settembre 2007

La gente mediocre

La manifestazione di sicurezza provoca negli altri, genericamente insicuri, sentimenti di invidia. Quando uno di questi diventa un leader, un capo, l'errore più grave che si possa fare è oscurarlo.
Il capo si vuole sentire sicuro nella propria posizione; per questo si circonda di gente mediocre.

martedì 25 settembre 2007

Legge 1 sui rapporti con i propri superiori

Mai oscurare il proprio signore

Fai sempre sentire quelli sopra di te tranquillamente superiori. Nel tuo tentativo di farti piacere ed impressionarli, non mostrare troppo i tuoi talenti perché potresti ottenere l'effetto opposto - ispira invece paura e insicurezza. Fai apparire i tuoi signori più brillanti di quello che sono ottenendo così le vette del potere.

lunedì 24 settembre 2007

Stupido o non stupido

Tutto deve sembrare rispettabile ed onesto, ma se esageriamo le nostre possibilità d'azione sono limitate da coloro che invece non sono così stupidi. E come ci insegna Machiavelli, i non stupidi sono in gran numero.

Il mondo di oggi è un calderone di cattivi sentimenti, proprio come le corti di un tempo: niente di nuovo sotto il cielo. Se quindi si vuole avere potere nella vita bisogna seguire il suggerimento di Napoleone: mano d'acciaio in guanto di velluto.

Green è convinto che seguendo i suoi consigli, le sue 48 regole del potere, riusciremo a far fare agli altri ciò che noi vogliamo senza che questi se ne accorgano.
Proseguiamo con la nostra lettura e staremo a vedere.

giovedì 26 aprile 2007

Corte e cortigiani: una guerra civilizzata

La vita all'interno di una corte si svolge come una guerra civilizzata. Un gioco senza fine, fatto di costante vigilanza ed elaborazione di tattiche.
Infatti il cortigiano di successo fa le sue mosse indirettamente: pugnala alle spalle, con guanto di velluto e sorriso sulle labbra. Il cortigiano di successo vive sul filo del dilemma: apparendo dalla massima eleganza, imbroglia ed ostacola gli altri. Il cortigiano di successo lavora in silenzio e segretamente.
Tutto questo si nasconde dietro la falsa idea della corte come alta rappresentazione di civiltà e raffinatezza.

giovedì 19 aprile 2007

Conoscere gli altri

Leggendo la prefazione si capisce subito che la fonte principale di ispirazione per l'autore è Niccolo Machiavelli. Infatti si parla delle corti e su come il cortigiano si deve muovere per entrare nelle grazie del detentore del potere e, allo stesso tempo, non farsi ostacolare dagli altri cortigiani.
Per questo motivo bisogna esercitare costantemente una duplicità nelle azioni: simpatici ma astuti, democratici ma subdoli.
Apparendo sempre giusti e rispettabili, senza mostrare troppa sete di potere. Questo per non rendere evidenti le nostre intenzioni e mosse per raggiungerlo.

Non so quanto sarei capace di agire secondo questi consigli, ma probabilmente ci svelano il vero comportamento di molte persone che, nelle moderne corti, puntano a scalare le vette del successo.

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