Le 48 leggi per il potere

Questo blog contiene le mie impressioni e le mie idee sul libro "le 48 leggi per il potere", di Robert Greene.
A dire il vero io sto leggendo la versione "concisa" e in lingua inglese, ma la lettura risulta comunque interessante.
Partecipa pure tu con i tuoi commenti e le tue idee.

Luigi Poderico

martedì 22 settembre 2009

La legge 30 secondo William Butler Yeats

Una singola riga di poesia ci può richiedere anche delle ore; Se però non sembra il pensiero di un momento, tutto quello che abbiamo tessuto e disfatto vale zero.

giovedì 10 settembre 2009

Consigli sulla legge 30

sprezzatura: la capacità di far apparire semplice il difficile
Questo termine fu coniato nel rinascimento da Baldassare Castiglione per indicare il modo in cui dovevano essere svolte le azioni eseguite dai bravi cortigiani. Probabilmente si tratta della più antica teorizzazione della legge 30. Il consiglio di Castiglione è ancora valido al giorno d'oggi: segno che le dinamiche del potere non sono ancora cambiate.

Noi tutti ammiriamo il raggiungimento di una impresa ardua, ma se è compiuta con grazia e naturalezza, la nostra ammirazione aumenta decine di volte.
Questo è un consiglio molto semplice ma molto efficace per amplificare gli effetti indiretti del nostro lavoro. Magari prestiamo solo attenzione a non apparie degli sbruffoni: la semplicità deve essere percepita ma non dichiarata.

Ciò che si comprende non è imponente.
Questo è il segreto del successo dei vecchi stregoni, per il quale si guardavano bene anche dal rivelarli i loro segreti.
E se vogliamo anche un altro buon motivo per dire sempre meno del necessario.

Evita la tentazione di mostrare quanto sei intelligente.
Cos'è più intelligente: mostrare la propria intelligenza o celarla?

Quanto più mistero circonda le tue azioni, tanto più imponente appare il tuo potere.

giovedì 3 settembre 2009

Legge 30

«Fai apparire le tue doti semplici»

Mai rivelare gli sforzi che compiamo per le nostre attività; facciamole sembrare sempre semplici. Diamo sempre l'impressione di avere ancora spazio e tempo per poter fare altro. Questo alone di semplicità aumenterà la stima che gli altri provano nei nostri confronti, aiutandoci anche ad evitare domande scomode se riveliamo quanto duro abbiamo faticato.
Inoltre ci permetterà di celare con maggiore semplicità la nostra arte e i nostri trucchi, che una volta rivelati potrebbero essere usati contro di noi.

martedì 1 settembre 2009

La legge 29 secondo Walter Benjamin

Colui che chiede all'oracolo il futuro involontariamente perde una convinzione interiore degli eventi a venire che è cento volte più esatta di qualunque cosa egli possa predirre.

giovedì 27 agosto 2009

La legge 29 secondo Esopo

Le due rane

Due rane dimoravano nello stesso stagno. Lo stagno si asciugò al caldo estivo, le due lo abbandonarono, e andarono insieme alla ricerca di una nuova casa.
Dopo aver percorso molta strada incrociarono un pozzo molto profondo, stracolmo d'acqua, nel vedere il quale una delle rane disse all'altra: "Scendiamo e stabiliamoci in questo pozzo, ci fornirà protezione e cibo."
L'altra replico avendo molta cautela: "Ma supponiamo che l'acqua ci stanchi, come faremo a venir via da una così grande profondità?"
Non fare niente senza aver cura delle conseguenze.

Consigli sulla legge 29

«[...] quelli tra di noi che pensano parecchio avanti e pazientemente portano i loro piani a compimento sembrano avere un potere divino»
Il paragone con la divinità deriva direttamente dalla mitologia greca. Gli dei dell'olimpo avevano la capacità di prevedere il corso degli eventi, in contrapposizione agli esseri umani che in preda alle emozioni difficilmente riescono a guardare oltre gli eventi del momento.

«[...] l'abilità di ignorare pericoli e piaceri immediati si trasforma in potere.»
Non solo fermarsi, ma fare anche un passo indietro per avere una visione globale del quadro della situazione; rinunciare o trascurare le situazioni locali a favore di risultati globali: è questa una abilità fondamentale per conseguire un qualunque obiettivo.

«Buona parte del potere deriva non tanto da quanto facciamo, ma da quanto non facciamo»
La capacità di prevedere a lungo termine ci porta ad escludere molti piani che altrimenti avremmo intrapreso per evitare problemi a breve termine. È in questo senso che il potere deriva da ciò che non facciamo.

Quali sono le principali domande a cui dobbiamo rispondere prima di dire che un piano è ben fatto?
«Avrà delle conseguenze inattese? Avrò dei nuovi nemici? Qualcun'altro si avvantaggerà del mio lavoro?»

«Vedi la fine e non tollererai nessuna deviazione.»
Questo è l'ultimo dei vantaggi di una buona pianificazione, permettendoci di resistere più facilmente alla tentazione di improvvisare.

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